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La disabilità e lo sport, uniti grazie a un amore da “Insuperabili”

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insuperabili sport star magazine

A cura di Lucia Arduini

Un nuovo progetto per nuovi sogni da realizzare, bambini e famiglie da rendere felici. Lo sport è inclusività, passione e sacrificio, è il riunirsi e fare squadra per ottenere un obiettivo. Questi sono gli stessi principi grazie ai quali una mamma e il suo amore hanno permesso la fondazione, a Taranto, di una scuola calcio inclusiva dedicata a bambini speciali. Mariangela Tarì è la realizzatrice di questo disegno a tinte forti e vive, espressione di una missione ben più profonda della quale si fa portatrice da diverso tempo. Nominata recentemente Cavaliere della Repubblica dal capo di Stato Sergio Matterella, Mariangela è madre amorevole e tenace di Sofia e Bruno. La primogenita, oggi dodicenne, è stata colpita a solo due anni dalla sindrome di Rett, una rara patologia neurologica che provoca nel soggetto colpito un grave deficit cognitivo. Anche il piccolo Bruno, 9 anni, ha dovuto lottare contro qualcosa di più grande di lui, un brutto tumore al cervello, ma che grazie al calcio inclusivo è tornato a sognare. «Dopo un po’ è riuscito persino a passeggiare nel campo e a tirare un calcio al pallone», ha commentato emozionata Mariangela, che nata e cresciuta nella città dei due mari, ha voluto riproporre nella sua Taranto la bella realtà vissuta a Verona, condividendo tanta gioia e il suo forte spirito coraggioso con altre famiglie. Tutto è nato grazie all’associazione di promozione sociale, fondata da lei e da suo marito in onore della loro bambina con il desiderio abbattere le barriere sociale e migliorare le vite di piccoli guerrieri: «”La Casa di Sofia” è nata perché crediamo tantissimo nella terapia ricreativa, una sorta di medicina buona che si affianca a quella “cattiva”, e dove il calcio può avere una parte da protagonista».

Spinta dal desiderio di realizzare questo anche per regalare un futuro più inclusivo anche per i suoi figli, Mariangela si è fatta portatrice di questa impresa coinvolgendo due importanti co-protagonisti. Sono arrivati così i contatti con “Insuperabili”, la onlus fondata da Davide Leonardi e dal capitano della Nazionale e della Juventus, Giorgio Chiellini, che ha già dato vita a scuole calcio di questo tipo. Il progetto, nato nel 2012, è una bella testimonianza di come lo sport possa essere sinonimo di integrazione e miglioramento della qualità della vita di ragazzi e ragazze con disabilità fisico-motorie, comportamentali, emotive, cognitive e affettivo-relazionali. Il secondo aiuto importantissimo è poi arrivato da Giampaolo Renna, responsabile della scuola calcio “I Diavoli Rossi” di Taranto, con un passato da calciatore e il vanto di essersi guadagnato quattro panchine in Serie A. Da subito entusiasta della proposta, Renna ha deciso di realizzare il suo terzo sogno: «Da ragazzino volevo diventare un calciatore, e poi, crescendo, ho desiderato tanto fare l’avvocato. Mi mancava trasmettere tutto il bello del calcio a chi non avrebbe mai potuto praticarlo». L’unione ha fatto la forza ed è nato il progetto “Insuperabili”, che coinvolge bambini dai 5 anni in su. «Abbiamo già iniziato con gli open-day della scuola calcio – ha spiegato Mariangela Tarì – e la risposta dei genitori è stata magnifica: tutti sono entusiasti e ci dicono che mancava davvero una idea simile in città».
Il 14,16,21 e 23 dicembre si sono quindi svolti gli incontri con bambini e famiglie direttamente sul campo, grazie all’aiuto di volontari e operatori della “Casa di Sofia” e di tre istruttori della sede romana degli Insuperabili. I piccoli campioni hanno potuto allenarsi dopo un’inziale formazione svolta da remoto, e i progressi notati dai presenti sono stati da subito entusiasmanti, come ha affermato anche lo stesso Renna. «Il primo giorno, un ragazzino di sei anni, compagno di classe di mia figlia, girava spaesato per il campo ignorando l’esistenza del pallone: al secondo appuntamento, ha preso la palla con le mani e, dopo un po’, abbiamo iniziato a passarci il pallone per venti secondi: una eternità, se consideriamo la capacità di concentrazione del bambino».
La gioia raddoppia se condivisa, e queste tre forze unite per un solo scopo hanno fatto molto per i bambini di Taranto, che ora faranno della loro disabilità una risorsa e non più un limite, come recita la locandina della scuola calcio che partirà ufficialmente dall’11 gennaio con gli allenamenti, ogni martedì e giovedì dalle 16 alle 18. «La nostra vuole essere una scuola vera, con partite e tornei: i genitori se ne sono accorti subito. Francesca, mia sorella, che vive a Taranto e ci sta dando una grossa mano, così come tante altre nostre amiche ed amici, l’altro giorno piangeva di felicità. Sta accadendo qualcosa di speciale nella nostra città. Ma, allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un grosso aiuto. Soprattutto finanziario: per questo primo anno, l’iscrizione comprenderà anche la divisa, con i colori rossoblù, come quelli del Taranto, e il corso, il tutto praticamente ad un costo irrisorio. Crederci, però, ha un prezzo da sostenere», ha commentato Tarì, profondamente fiera di ciò che ha ottenuto grazie alle due importanti collaborazioni. L’obiettivo conquistato richiede però ancora tantissimo sforzo affinché tutto funzioni al meglio, e quindi per permettere ai piccoli di continuare a mettere in campo le loro disabilità trasformandole in qualcosa di speciale.
La caparbietà e l’amore sconfinato fungeranno da motore: i bambini e le loro famiglie potranno prendere parte alla missione di rendere il calcio uno sport uguale per tutti.