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Progetto Virtus Entella: il calcio femminile parte dal ‘basso’

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Dott. Simone Famà

La parola progetto suscita sempre molta paura, è carica di aspettative, densa di contenuti e sovente ne vincola la forma. Spesso è correlata alla parola risultato: dopotutto l’efficacia di un progetto si traduce in risultati. A queste definizioni ne danzano attorno tante altre che, seppur come personaggi di sfondo, contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi: cuore, dedizione, spirito di sacrificio e “costruzione dal basso” – come spesso si insegna nei corsi di formazione dei tecnici.

A partire dal 2014, una piccola realtà ligure conquista un risultato – come peraltro più volte osservato dal Pres. Gozzi – comparabile al disputare la Champions League a Chiavari: la partecipazione al campionato di serie B.

Dall’anno seguente, con l’entrata in vigore dell’obbligo per i club professionistici di promuovere la Divisione Femminile nel proprio organico, anche Virtus Entella si è dotata della propria organizzazione di calcio femminile, cavalcando il successo degli anni a venire, in particolare i mondiali del 2019.
In questi anni il movimento è cresciuto e nel microcosmo della realtà chiavarese si è concretizzato nel nascente interesse per il calcio femminile in molte atlete novizie, che si sono trovate a disputare campionati di interesse nazionale contro avversarie ben più accreditate e strutturate, almeno sulla carta.
La realtà è cresciuta e molte di queste ragazze con essa, ma è innegabile che la monetizzazione e l’interesse economico del movimento siano ancora ben lontani dal ritorno dell’investimento fatto. Ad oggi, per il sistema di licenze nazionali, e quindi per garantire la regolare partecipazione al campionato Lega Pro di Virtus Entella, è necessario iscrivere ai campionati di leva una squadra Allieve (U17), una Giovanissime (U15) ed una tra Esordienti e/o Pulcine. Il regolamento delle licenze nazionali continua poi con l’indicazione di un numero minimo di tesserate, tra i 5 ed i 12 anni, 20 per la precisione.

È da qui che parte il vero “Progetto Entella”: nel territorio esistevano tante piccole realtà non in comunicazione tra loro, interessate a confluire sotto un’unica grande bandiera: quella Bianco Celeste. Con loro sarebbero stati sufficienti i numeri anche per poter formare la prima, Prima Squadra. E’ pacifico che poter beneficiare di un’intera filiera di settore giovanile e prima squadra potrebbe essere fonte di grande prestigio e di un grande ritorno d’immagine ma, alla luce della mancata partecipazione ai campionati di vertice, l’appeal commerciale del prodotto femminile non è attualmente sufficiente a coprire l’investimento compiuto, come già affermato.

Ecco cosa s’intende per costruzione dal basso. Su abile intuizione del DG Matteo Matteazzi, e visti i regolamenti in materia, non è sfuggita all’occhio della società la possibilità di svolgere gli adempimenti in ambito di squadre femminili all’Academy, Scuola Calcio Storica dalla quale è partito tutto il “Progetto Virtus Entella”.
Opinione di chi scrive è che tutto il movimento femminile debba poggiare su delle basi solide, che supportino e giustifichino gli investimenti di vertice per il settore: se non ci saranno bambine che sogneranno di diventare una nuova Valentina Giacinti non ci saranno delle Valentina Giacinti.

E proprio come nell’omonima strategia di costruzione dell’azione offensiva, partendo dal basso, tutto il nuovo corso di Entella femminile basato sull’Academy, partirà dalle piccole.
Il modello della scuola calcio maschile è assolutamente efficiente poiché per circa trent’anni è stato un modello prestativo e attentivo che ha fondato le basi della squadra che ha raggiunto, per ben due volte, lo storico traguardo nella serie cadetta: nessun altro modello poteva essere più solido.

Un tema molto ricorrente per questa nuova gestione è quello del campo di gioco. La società ha messo a disposizione un intero impianto da dedicare esclusivamente al calcio femminile (Impianto comunale di Leivi) struttura ad alto potenziale ancora inespresso, nel quale nei prossimi anni saranno previsti importanti interventi di ristrutturazione e riorganizzazione ai fini di rendere la struttura efficiente, autosostenibile dal punto di vista dei costi e all’avanguardia per quanto concerne gli strumenti adeguati per un obiettivo di crescita.

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I profili.
La scelta degli staff tecnici e di tutti i membri dell’organigramma non sono lasciati al caso, ma si associano persone dalla spiccata esperienza nazionale (tra i vari si annovera mister Rossetti, bandiera genoana, che ha formato e visto crescere i tanti campioni usciti dal vivaio rossoblu) a giovani emergenti, che hanno avuto modo di distinguersi per professionalità, volontà e dedizione nel nostro territorio.

Crederci.
Avere fame di raggiungere il nostro vero ed unico obiettivo.
Crescere. Dare l’opportunità alle eccellenze del territorio di trovare una casa dove poter formare ed esprimere al meglio la propria personalità e crescere insieme al movimento femminile.

Il focus attuale è quello di una realtà in divenire che poggia su solide basi caratterizzate da una prima squadra partecipante al campionato di eccellenza regionale, una leva Under 17 e U15 di interesse nazionale, un gruppo corposo di pulcine U10, al quale vanno sommati i numeri delle tante piccoline (4-7anni) che già dalla tenera età, si stanno affacciando al mondo del calcio e pertanto vengono aggregate alle nostre formazioni.
Il futuro appare roseo anche se il primo vero giudice saranno le leve di ingresso della stagione 2022/23 perché tutti i club – compresi i nostri competitor – potranno beneficiare del boom dettato dall’estate del professionismo femminile, e in quanto affiliata ad un club professionista, dovremmo creare un prodotto attrattivo superiore per le giovani di talento, vincendo il richiamo di club più blasonati.

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Una base solida, numerosa e popolosa è il terreno su cui costruire i talenti di domani e solo mediante un’abile strutturazione organizzativa e sull’adozione di metodologie efficienti si raggiungeranno gli aspettati risultati sportivi.
L’auspicio di tutta la società biancoceleste è quello di poter attingere interamente dal vivaio per la prima squadra, e con essa raggiungere il traguardo di disputare campionati di vertice.
L’obiettivo a medio termine invece, è quello di poter garantire ancor più stabilità alla struttura in modo da creare una realtà che possa essere portabandiera del calcio femminile nel Tigullio.
La strada è senz’altro lunga e in salita, ma dall’alto “c’è un cielo speciale, biancoceleste”.