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 Mkhitaryan, la finale mancata per paura della guerra

Mkhitaryan, la finale mancata per paura della guerra

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Henrikh Mkhitaryan Sportstar Magazine

È proprio il caso di dire che questa volta il calcio è stato sconfitto. Perché il sogno di ogni calciatore è quello di disputare (e vincere) la finale di uno dei principali tornei calcistici. Allenamenti, sudore e sacrifici per arrivare all’obiettivo. Ma se poi problemi politici, tensioni fra le nazioni hanno la meglio sullo sport, tutto vien giù.

Ed è proprio quello che è successo al giocatore dell’Arsenal Henrikh Mkhitaryan che, d’accordo con la famiglia e la società, ha deciso di non prendere parte alla finale di Europa League contro il Chelsea. Il motivo? Il giocatore è di origini armene, capitano della nazionale, e la sede della finale è Baku, capitale dell’Azerbaijan. Al momento tra i due paesi la tensione è molto alta e, secondo il giocatore e l’Arsenal, non ci sarebbero adeguate garanzie di sicurezza. Una vera sconfitta per il calcio, costretto a piegarsi a eventi che con lo sport non hanno niente a che fare.

Una situazione non nuova per il calciatore armeno che già nella fase a gironi del torneo aveva saltato la partita contro il Qarabag, disputata sempre a Baku, a causa del conflitto politico tra i due paesi.

L’annuncio è stato dato direttamente dal club in una nota: “Siamo molto dispiaciuti di annunciare che Henrikh Mkhitaryan non viaggerà con la squadra per la finale della Uefa Europa League contro il Chelsea. Abbiamo esplorato a fondo tutte le opzioni affinché Micki potesse fare parte della squadra, ma dopo averne discusso con Micki e la sua famiglia abbiamo concordato collettivamente che non farà parte della squadra per la trasferta. Abbiamo scritto all’Uefa esprimendo le nostre profonde preoccupazioni su questa situazione. Micki è stato un giocatore chiave nella nostra corsa verso la finale, quindi questa è una grande perdita per noi dal punto di vista della squadra. Siamo anche molto tristi per il fatto che un giocatore perderà una grande finale europea in circostanze come questa, dato che è qualcosa che accade molto raramente nella carriera di un calciatore“.

Anche l’Uefa si è espressa sul caso commentando: “Lavorando al fianco dell’Arsenal, la UEFA ha cercato e ottenuto rassicurazioni sulla sicurezza dei giocatori in Azerbaigian dalle più alte autorità del Paese. Come risultato di queste garanzie, è stato sviluppato un piano di sicurezza completo che è stato presentato al club. Mentre il club riconosce gli sforzi profusi dalla UEFA e dal governo azero in materia, rispettiamo la decisione personale di non viaggiare con il giocatore“.