Mi chiamo Marco e sono docente per il corso osservatori di Sport Business Academy (SBA) dal 2023. Nel calcio praticamente da sempre, ho giocato fino al semiprofessionismo e, appese le scarpe al chiodo, mi sono dedicato allo scouting e alla così detta didattica “complementare”. Che tradotto significa: “Si vede solo ciò che si conosce”, perché solo attraverso la conoscenza (della mente) è possibile comprendere il vero significato di ciò che si vede (con gli occhi).
Si può essere appassionati d’arte ma solo un critico professionista può cogliere i particolari di un quadro con la sua storia, attribuendo un valore all’opera stessa.
Nel caso dell’appassionato, invece, tutto si limiterebbe al gusto personale. Nell’ambito sportivo quest’ultimo è fondamentale, stimola il confronto, ma è necessaria metodologia che passa anche attraverso la formazione. Da tutto questo si deduce l’importanza della didattica anche per chi si occupa di scouting; nell’ultimo decennio ho scritto diversi libri sull’argomento, alcuni dei quali diventati dei veri e propri punti di riferimento nel settore che SBA utilizza come materiale integrativo per gli studenti.

Il lavoro sul campo e la didattica, seppur con ruoli diversi, giocano la stessa partita; concetto che si sposa perfettamente con la filosofia di SBA. I moduli di lezione proposti, infatti, prevedono sia ore teoriche sia pratiche. E dico ai futuri studenti che, come me, non sono stati calciatori professionisti: applicatevi e formatevi il più possibile: solo così diventerete credibili. Non avendo minutaggio di alto livello è necessario fare gavetta colmando quel “buco esperienziale”, proponendo soluzioni innovative e di qualità. Didattica e formazione, ancor più per ‘noi’, sono necessarie. Su questo tema, fino a qualche anno fa, aleggiavano indifferenza e persino un certo discredito. È sempre prevalso il pensiero che vedeva come protagonista della professione la risultante di passione e pratica. Ma in un calcio in continua evoluzione, oltre al talento del singolo scout e al suo faticoso “andar per partite”, è richiesta anche una competenza più specifica.
Ecco perché nell’ultimo decennio c’è stato un cambio di mentalità. Attraverso libri, pubblicazioni e corsi di alta formazione come quelli proposti da SBA si è fatta sempre più cultura del calcio e per il calcio. Da qui il crescente coinvolgimento mio e di alcuni altri colleghi in iniziative di formazione attiva, che hanno favorito la sviluppo di tutto quel movimento che concretamente dal 2021 trova in AIOC, l’Associazione Italiana Osservatori Calcistici, il suo punto di riferimento. Ecco, ripartiamo da qui allora. Da questa apertura mentale che ha scardinato il vecchio pensiero comune, secondo il quale sarebbero esistiti fantomatici “segreti dell’osservatore” necessari a cogliere l’atleta di talento. Quando invece non esiste alcun segreto, come mi piace ricordare: “un segreto nasce dal momento in cui chi conosce non dice”.
Sicuramente è necessaria riservatezza professionale, ma questa è un’altra storia.
Per crescere servono divulgazione, condivisione e confronto. Ed è proprio questo l’obiettivo di SBA: cogliere la sfida di una “industry” che si sta trasformando e formare di conseguenza gli scout di domani. Ci vediamo sui campi ma, mi raccomando… anche in aula!





