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Il personaggio
 Francesco Rossiello. Tra sport, resilienza e impegno sociale

Francesco Rossiello. Tra sport, resilienza e impegno sociale

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Il mare è sempre un grande maestro.
Non si tratta di una frase celebre, quanto piuttosto della filosofia di vita di Francesco Rossiello, Presidente del Circolo canottieri Barion di Bari (che solo lo scorso anno ha festeggiato i “suoi primi 130 anni”), autore del libro “Vite sospese” edito da Laterza e grande appassionato di vela, uno sport che gli ha permesso di attraversare tante volte in solitaria tanti mari, scoprendo, a contatto con le onde, un senso di autenticità e gratitudine nei confronti della vita.
Nel mondo dello sport ci sono figure che non si limitano a vivere la loro passione, ma la trasformano in una missione. E Francesco Rossiello è una di queste. La sua storia è un
intreccio di sport, determinazione e un profondo senso di responsabilità verso il prossimo. “Vite sospese” racconta una realtà dura, dolorosa, quella di tante persone, e famiglie,
che ogni giorno combattono contro il silenzio, la solitudine e spesso il tabù delle malattie rare, come la Huntington.
Il libro, nato da una necessità interiore, maturata nel tempo, ma concretizzatasi durante il lockdown, quando Rossiello ha deciso di dare voce ai suoi pensieri raccolti in anni di appunti, ha l’obiettivo principale di sensibilizzare il pubblico su una malattia ancora poco compresa e spesso vissuta nel silenzio e nell’isolamento. “Nonostante i progressi della ricerca, il tema resta difficile da affrontare per molti, spingendo chi ne è colpito
a chiudersi in sé stesso. – racconta l’autore -. Il libro diventa quindi uno strumento per incoraggiare il confronto, perché solo attraverso il dialogo si può rompere il muro della paura e della solitudine”.
Scrivere “Vite sospese” ha significato per Francesco Rossiello affrontare ricordi e dolori profondi: “il peso emotivo è stato immenso, e ancora oggi, sfogliando le pagine di questo libro, l’emozione mi travolge”. La perdita di persone care, come sua madre e suo fratello, e il senso di precarietà legato alla malattia, rendono la sua testimonianza ancora più autentica e toccante. Francesco Rossiello ha affrontato il dolore con una straordinaria forza interiore. Pur attraversando momenti di angoscia e impotenza, è riuscito a dare un senso profondo alla propria esistenza, trasformando la sofferenza in determinazione. Ha scelto di non farsi sopraffare dal dolore, ma di costruire un percorso di vita che non fosse soltanto segnato dal dramma familiare, bensì ispirato alla resilienza e alla compassione. Oggi si dedica ad aiutare chi, come lui, combatte la malattia, condividendo riflessioni sul valore della speranza e sulla forza dell’amore nel superare le difficoltà.
Il titolo stesso, “Vite sospese”, rappresenta quella condizione di incertezza che molti vivono, specie prima di sottoporsi a un test genetico che può cambiare radicalmente il corso dell’esistenza. La diagnosi può essere una condanna o una liberazione, e la consapevolezza che il proprio futuro dipenda da un risultato rende l’attesa angosciante.
Ma la vita di Francesco Rossiello non si esaurisce nella scrittura. La sua passione per lo sport lo ha portato a diventare presidente del Circolo Canottieri Barion, il più antico della Puglia e tra i più prestigiosi d’Italia.
Un ruolo che vive con orgoglio e responsabilità, consapevole dell’importanza di tramandare i valori dello sport alle nuove generazioni.
Il circolo non è solo un luogo di allenamento, ma un punto di aggregazione dove giovani e meno giovani si incontrano, condividono esperienze e imparano il valore del sacrificio e della disciplina. “Ogni mattina, ragazzi tra i 14 e i 16 anni vengono da noi al circolo e si allenano con dedizione – sottolinea – dimostrando che i giovani di oggi non sono solo dediti ai social e alla tecnologia, ma anche all’impegno e alla passione. Accanto a loro, atleti ultraottantenni che non rinunciano al piacere di una remata all’alba testimoniano che lo sport non ha età.”
Uno degli aspetti più significativi del Barion è proprio la sua apertura ai giovani, senza distinzioni. Grazie a iniziative come “Rotta verso Bari”, il circolo accoglie centinaia di ragazzi ogni estate, offrendo corsi di canottaggio, canoa, vela e SUP.
Un’opportunità non solo sportiva, ma anche educativa, che avvicina i ragazzi al mare e ai suoi valori. Il circolo non si limita a promuovere lo sport, ma ospita anche eventi di rilievo nazionale. Quest’anno sarà la volta del Campionato Italiano di vela classe Dinghy, un’imbarcazione storica che unisce tradizione e tecnica. Un’occasione per Bari
di accogliere atleti da tutta Italia e mostrare il meglio della sua cultura e delle sue bellezze.
Per Rossiello, lo sport è una scuola di valori: rispetto, resilienza, impegno. “Un atleta si
allena ogni giorno, con costanza e sacrificio. Solo così si raggiungono i risultati”, afferma.
E nel caso degli sport legati al mare, si aggiunge un elemento fondamentale: il rispetto per la natura. La sensibilizzazione alla tutela del mare e dell’ambiente in genere è una delle missioni del Barion, che educa i suoi giovani atleti a proteggere l’ambiente in cui si allenano. Francesco Rossiello ha una doppia anima: quella solitaria del velista, che ama navigare in solitario per ritrovare sé stesso, e quella altruista di chi dedica il proprio tempo
agli altri. “Molti pensano che stare da soli sia negativo, ma a volte aiuta a riflettere,
a trovare una direzione. Poi, però, sento il bisogno di mettermi a disposizione del prossimo. Se ognuno di noi donasse un po’ del suo tempo agli altri, il mondo sarebbe
un posto migliore”.
E forse è proprio questa la lezione più grande che ci lascia: la consapevolezza che la vita è una navigazione continua tra momenti di introspezione e momenti di condivisione. E che, proprio come in mare, è il vento della solidarietà a rendere il viaggio più leggero.