Lo scorso sabato, il litorale di Marina di Pulsano è stato teatro di un evento sportivo che ha lasciato il segno: la prima edizione del Dekhyrock, una gara a coppie che ha saputo coniugare forza, resistenza, equilibrio e precisione in un mix avvincente e spettacolare. Organizzato in modo impeccabile dal team Seal Spartan Cross, guidato da Emy Lopresto, Leonardo Micera e Simone Scasseddu, l’evento promosso da ENDAS ha visto la partecipazione di 25 coppie provenienti da tutta la Puglia.
Una gara per veri guerrieri
Il percorso, studiato nei minimi dettagli, ha messo alla prova anche gli atleti più preparati: 5 km di corsa con passaggio in acqua, una corsa zavorrata, prove di equilibrio, una staffetta di 200 metri a testa, precisione al bersaglio, e infine lo stacco da terra, esercizio di pura forza. Le categorie in gara – uomo/uomo, donna/donna e uomo/donna – hanno reso la competizione inclusiva e dinamica.
L’idea innovativa della medaglia divisa a metà, da unire tra i due componenti della coppia, ha rappresentato simbolicamente il cuore pulsante della manifestazione: il gioco di squadra.

Tra gli atleti in gara anche nomi di spicco come Eugenio Marra e Liliana Gentile, abituati ai riflettori delle competizioni nazionali. Ma ciò che ha reso unica questa giornata è stata l’intera macchina organizzativa, con tutti i volontari, i giudici e le forze dell’ordine coinvolte a dare un contributo alla riuscita dell’evento. Oltre allo spirito di partecipazione, la sana competizione e all’entusiasmo di ogni singolo atleta, dal più esperto al meno avvezzo.
“Abbiamo voluto creare qualcosa che unisse la performance alla cooperazione,” ha dichiarato Emy Lopresto, uno degli organizzatori. “Il Dekhyrock è pensato per sfidare i limiti individuali e rafforzare il legame con il proprio compagno di squadra. Siamo orgogliosi di come è andata questa prima edizione.”
Anche Leonardo Micera ha sottolineato l’impegno collettivo: “Il lavoro di squadra tra organizzatori, volontari e atleti è stato fondamentale. È stato emozionante vedere l’adrenalina negli occhi dei partecipanti e il supporto del pubblico.”
Anche tra i partecipanti, il bilancio è stato più che positivo. Rosy e Claudia, una delle coppie partecipanti, che ha conquistato il terzo posto della categoria donna/donna, raccontano:
“Una gara dura ma bellissima. Il passaggio in acqua e la corsa con i pesi ci hanno affaticate molto, ma proprio lì si è visto quanto conti la sintonia di coppia. Ci siamo supportate dall’inizio alla fine”.

“L’organizzazione è stata superlativa – ha dichiarato Sabino, terzo podio in coppia con Graziana nella categoria uomo/donna – Non ci aspettavamo un evento così curato nei dettagli. L’atmosfera era carica, ma sempre positiva e rispettosa delle regole.”

Cuore, valori e appartenenza
Il Dekhyrock non è stato solo una gara. È stato un inno alla passione, al sacrificio, all’amicizia e allo spirito di condivisione. Eventi come questo nascono dal cuore di chi crede nello sport come strumento per unire, per creare legami autentici, per insegnare che insieme si può andare più lontano.
In un momento storico in cui spesso ci si sente distanti, il Dekhyrock ha saputo richiamare atleti, famiglie, amici e curiosi, trasformando una giornata di sport in una festa condivisa. I sorrisi alla partenza, gli abbracci al traguardo, le mani tese a chi stava per cedere: sono queste le immagini che restano impresse, molto più delle classifiche.
“Quando organizzi qualcosa con il cuore, la gente lo sente,” ha detto con emozione Emy Lopresto.
“Abbiamo visto persone che si erano appena conosciute sostenersi come amici di sempre. Questo è lo sport in cui crediamo e che vogliamo.”
Verso la seconda edizione

Il successo di questa prima edizione è stato così travolgente che gli organizzatori hanno già messo mano alla prossima:
“Ci saranno novità sorprendenti,” promette Simone Scasseddu. “Il format funzionerà ancora meglio, vogliamo spingere ancora più in là il concetto di sfida condivisa.”
Il Dekhyrock si candida così a diventare un punto di riferimento per chi cerca nello sport non solo competizione, ma anche condivisione, fiducia e spirito di squadra.
Appuntamento al prossimo anno… perché chi corre insieme, sogna più lontano!






