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Saudi Pro League: ascesa e polemiche

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La Saudi Pro League negli ultimi tempi sta provando ad emergere nel calcio globale, catalizzando l’attenzione del mondo grazie alle sue proposte economiche astronomiche attragga stelle del calcio nel regno saudita, sta sollevando un coro di polemiche per diverse ragioni.
Negli ultimi mesi, la Saudi Pro League ha fatto parlare di sé per aver attirato alcuni dei nomi più illustri del calcio mondiale con contratti che offrono stipendi multimilionari.
Questi movimenti sono sostenuti da ingenti investimenti finanziari, con l’obiettivo di trasformare la lega saudita in una delle destinazioni più prestigiose per il talento calcistico globale.
Edouard Mendy, arrivato dal Chelsea per 18.5 milioni di euro, ha chiuso dopo tre anni l’esperienza inglese, firmando un contratto fino al 2026. Per l’algerino Riyad Mahrez, sono stati sborsati 35 milioni di euro, mentre il francese Allan Saint-Maximin lascia dopo 4 anni il Newcastle, per volare in Arabia Saudita in cambio di 27,20 milioni di euro.

Tra gli acquisti più recenti, Franck Kessie, che ha scelto l’Al-Ahli dopo un anno tutt’altro che esaltante con il Barcellona, Roger Ibanez dalla Roma, Merih Demiral dall’Atalanta e lo spagnolo Gabri Veiga dal Napoli.
E ancora, il pallone d’oro, il francese Karim Benzema approda, dopo 14 anni al Real Madrid, al club Al Ittihad. Anche il francese N’Golo Kante, dopo aver vinto un campionato storico con il Leicester ed aver giocato sette anni al Chelsea, cede alle avance arabe, così come pure Jota, giovane ala sinistra in arrivo dal Celtic, Fabinho dal Liverpool e Luiz Felipe dal Real Betis, con contratti ultramilionari.
Il club arabo Al-Nassr continua la campagna di grandi acquisti, attingendo dall’Inter il centrocampista croato Marcelo Brozovic, dalle retrovie dal Manchester United Alex Telles, Seko Fofana dal Lens.
L’elenco dei club arabi che hanno sedotto e conquistato i calciatori europei, però, è molto più lungo, a dimostrazione di una tendenza che sta cambiando il volto del calcio mondiale, non senza polemiche.
La scalata della Saudi Pro League nel panorama calcistico mondiale è un fenomeno che incapsula le tensioni tra il potere del denaro nel moderno sport professionistico e i principi etici che molti ritengono dovrebbero guidarlo. Mentre il dibattito sulle implicazioni di questi trasferimenti milionari continua, resta chiaro che l’impatto di questi movimenti sarà avvertito ben oltre i confini del campo di calcio, influenzando il futuro del gioco a livello globale.
Le critiche si concentrano principalmente su due aspetti: le questioni etiche legate ai diritti umani in Arabia Saudita e le implicazioni di tali investimenti per il calcio globale.
Molti osservatori e gruppi per i diritti umani sollevano preoccupazioni riguardo le politiche del paese in materia di diritti civili e libertà, ponendo interrogativi sulla moralità
di accettare offerte lucrative da entità legate a governi con simili questioni pendenti.
Dal punto di vista sportivo, si teme che l’ingresso massiccio di capitali possa squilibrare le competizioni nazionali ed europee, distorcendo il mercato dei trasferimenti e creando un divario ancora più marcato tra i club ricchi e quelli con meno risorse. Inoltre, la concentrazione di talenti in una lega considerata di minor prestigio dal punto di vista competitivo solleva dubbi sulla carriera a lungo termine dei giocatori e sulla qualità del gioco.
Mentre alcuni vedono questa tendenza come un’opportunità per i giocatori di assicurarsi contratti vantaggiosi verso il termine della loro carriera (anche se la Saudi pro League sta puntando sempre più ai giovani talenti), altri esprimono preoccupazione per un possibile “drenaggio” di talenti dalle leghe europee, tradizionalmente viste come il vertice del calcio mondiale.
Le federazioni calcistiche e le leghe d’Europa sono sotto pressione per rispondere a questa sfida, con possibili ripercussioni sulle regole di fair play finanziario e sulla gestione dei diritti televisivi.
In controtendenza a una prima fase di esodo del calcio europeo verso l’Arabia Saudita, si sta assistendo ultimamente a un controesodo di giocatori verso il Vecchio Continente.
Il primo giocatore a lasciare la Saudi Pro League è Jordan Henderson. L’ex capitano del Liverpool, dopo solo sei mesi con l’Al-Ettifaq, ha rescisso il contratto che lo legava al club saudita, accettando apparentemente di unirsi all’Ajax.

La decisione di Henderson di lasciare l’Arabia Saudita rispecchia una serie di complessità, sia personali che professionali. Notoriamente attivo su questioni sociali e di integrazione, la sua scelta iniziale di trasferirsi in una lega dove le questioni di diritti umani e discriminazione sono particolarmente sensibili ha sorpreso molti.
Nonostante Henderson abbia cercato di mantenere una posizione coerente con i suoi valori, accettando l’offerta saudita sotto la guida di Steven Gerrard, l’esperienza si è rivelata breve.
Il ritorno in Europa, scegliendo l’Ajax sopra un ritorno immediato in Inghilterra, riflette sia considerazioni finanziarie che personali. Sebbene l’offerta dell’Ajax non possa competere con lo stipendio saudita, questa mossa suggerisce una priorità verso il gioco a livelli competitivi più riconosciuti e forse una maggiore congruenza con i suoi valori personali e professionali.
La partenza di Henderson dall’Arabia Saudita potrebbe avere implicazioni più ampie per il progetto calcistico saudita. Questo addio, percepito come un “duro colpo” per le ambizioni del paese nel calcio, solleva interrogativi sulla sostenibilità e l’attrattiva della Saudi Pro League come destinazione per i top player mondiali. Nonostante la presenza di grandi nomi come Neymar, Benzema, Mané, Koulibaly e Ronaldo, l’esodo di Henderson evidenzia potenziali sfide nell’adattamento e nell’integrazione dei giocatori stranieri, nonché nel trasformare la lega in un
campionato d’élite a pieno titolo.
Il trasferimento di Henderson dall’Arabia Saudita all’Ajax non è solo un cambio di squadra per un giocatore, ma rappresenta un evento che potrebbe influenzare le future dinamiche del mercato dei trasferimenti e le ambizioni internazionali della Saudi Pro League. Resta da vedere se questo segnerà l’inizio di una tendenza opposta rispetto ai recenti movimenti milionari che hanno caratterizzato il calcio internazionale.