Gentilezza, determinazione, grande passione per lo sport ed energia da vendere.
Raccontare Giorgia Rossi diventa una grande opportunità per conoscere una professionista e una donna straordinaria, che ha fatto della passione e soprattutto della preparazione il motore trainante di una carriera costruita passo dopo passo, con pazienza e grande umiltà.
Giorgia Rossi è diventata un’icona nel mondo del giornalismo sportivo italiano, incarnando un perfetto connubio di talento, passione e dedizione. La sua carriera, segnata da importanti traguardi e continue sfide, rappresenta un vero e proprio modello di ispirazione per chiunque ambisca a eccellere nel settore della comunicazione sportiva.
La sua storia professionale inizia con una forte passione per lo sport, coltivata fin dalla giovane età, e una formazione accademica in Giurisprudenza. Questi elementi hanno posto le basi per il suo successivo ingresso nel mondo del giornalismo sportivo, dove ha dimostrato fin da subito un talento naturale nel raccontare con coinvolgimento e autenticità le storie dello sport.
Il suo percorso ha preso una svolta significativa nel 2013, con l’approdo a Mediaset, dove ha ricoperto il ruolo di inviata per il programma televisivo Tiki Taka.
Da lì, la sua carriera è stata un susseguirsi di successi: dalla conduzione di Studio Sport, ai pre e post-partita di importanti competizioni come la UEFA Champions League e il campionato mondiale di calcio 2018, fino ad arrivare alla gestione di Pressing Euro 2020 e Pressing Champions League, dimostrando una versatilità e una professionalità senza pari.
Il passaggio a DAZN nel luglio 2021 ha segnato un ulteriore capitolo della sua carriera, con la conduzione dei pre e post-partita di Serie A, UEFA Europa League, UEFA Europa Conference League e UEFA Women’s Champions League. In questo contesto, Giorgia Rossi non si è limitata a trasmettere eventi sportivi, ma ha saputo creare un legame unico con il pubblico grazie alla sua capacità di trasmettere l’entusiasmo e la tensione degli incontri, diventando una delle voci più amate e riconoscibili dello sport italiano.
Come nasce la tua passione per lo sport e quando hai capito che questa sarebbe stata la tua professione?
La mia passione per lo sport nasce quando ero molto piccola, grazie a mio padre e mio nonno: tutti i weekend andavamo alla nostra casa al mare e in macchina, nel viaggio di ritorno, ascoltavamo in radio come si sviluppava la giornata di campionato. Avevo 3,4 anni e il calcio era un momento di condivisione. Ero l’unica figlia, e mio padre, che forse avrebbe voluto un maschietto, mi portava con sé a vedere le partite. Io ho cominciato un po’ per curiosità, ma capii, subito dopo la mia prima partita vista allo stadio con mio padre e mio nonno, che il calcio, e lo sport in genere, non erano soltanto qualcosa che seguivo per far piacere alla mia famiglia, ma effettivamente mi appassionava. Poi ho subito unito a questo interesse anche la mia capacità di scrittura: ho iniziato a scrivere per un giornale locale, seguendo i campionati minori, prima di avere la chiamata dalla Roma, cosa che mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco e di imparare questa professione, stravolgendo letteralmente la mia vita.
Qual è stato il momento chiave del tuo percorso professionale?
I momenti chiave sono stati due. Il primo è stato sicuramente il mio inizio. La possibilità di lavorare in un canale tematico è stata per me una bella palestra, un’occasione per imparare, anche sbagliando, crescere sviluppando tutte le capacità, come il saper scrivere un articolo da mandare in onda, fare uno stand up durante un allenamento, saper condurre un Tg o una trasmissione. Il secondo momento chiave è stato quando sono stata chiamata da Sky e lì ho avuto una vera importante batosta, perchè ho capito che non ero ancora pronta per una realtà grande come il calcio internazionale e quindi avrei dovuto studiare e approfondire per affrontare questo nuovo mondo.
Nel corso della tua carriera, quali sono state le maggiori sfide che hai dovuto affrontare e come le hai superate?
Tra le sfide che ho dovuto affrontare c’è stato sicuramente il pregiudizio nei confronti di una donna che si approcciava sin da giovane a questa professione; quindi pregiudizio legato alle conoscenze, alle competenze, calcistiche e sportive, e questo mi ha fatto
mettere in discussione e in alcuni momenti mi sono resa conto che dovevo ancora imparare, dovevo approfondire, dovevo studiare di più.
Qual è stata la soddisfazione più grande che hai provato fino ad ora?
Sicuramente il Mondiale 2018, in Russia. Ero da sola e non mi aspettavo di arrivarci pronta. E’ stata un’esperienza che mi ha regalato tante emozioni, ventinove giorni stupendi che ricordo minuto per minuto, vissuti senza ansia, con grande adrenalina e la voglia di arrivare pronta: mi sono divertita e ho potuto conoscere nuove realtà e vivere qualcosa che mi resterà sempre nel cuore. Altro grande soddisfazione, poi, il salto in serie A con DAZN e la possibilità di vivere da vicino gli eventi e le partite più importanti.
Come vedi il ruolo delle donne nel giornalismo sportivo oggi rispetto a quando hai iniziato? Quali progressi sono stati fatti e quali ostacoli persistono ancora?
Le donne nel giornalismo sportivo sono sempre più numerose e questo è senza dubbio un plus. Il ruolo delle donne oggi non è più marginale come qualche tempo fa, non è più legato all’apparenza e oggi credo che ci siano grandi competenze, grande passione da
parte di tante donne che possono fare strada, anche nei ruoli di vertice, dove oggi c’è ancora un limite da superare, ma spero e ci conto che negli anni questa barriera possa essere abbattuta.
Quali consigli daresti ai giovani che aspirano a intraprendere una carriera nel giornalismo sportivo?
Il mio consiglio è sempre quello di studiare, di imparare, di avere tanta passione, di non smettere mai di avere fame e sete di conoscenza, di emozionarsi, perché poi è proprio quella emozione che fa la differenza per come si racconta qualcosa; e poi avere un
buon bagaglio di pazienza e imparare anche e soprattutto dalle delusioni.
Progetti futuri?
Nel futuro c’è sicuramente la voglia e l’impegno a crescere ancora di più, migliorarmi, imparare, essere leggera e continuare a raccontare la serie A, magari un giorno anche la Champions League e poi in futuro essere io a dirigere e a far crescere nuovi talent.





