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Domenico Pinto: una vita funzionale

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Professionalità, dedizione, formazione continua. Potrebbero essere queste le parole che riassumono l’attività e la vita di Domenico Pinto, trainer specializzato nell’allenamento funzionale, da anni impegnato nello sport e nella preparazione fisica dei suoi allievi.
Un percorso formativo iniziato prima con la FIPE, la Federazione Pesisitica Italiana e con tanti altri enti, per poi approdare alla Functional Training School di Guido Bruscia – un guru in Italia di questo tipo di allenamento – per la quale oggi è anche assistente tecnico nel team Puglia.

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Lo incontriamo al termine di una lezione, trovando difficoltà nel parlargli, non solo e non tanto per la sua non particolare propensione a stare sotto i riflettori, quanto per il fatto che spesso è attorniato dai suoi corsisti che sanno di poter contare sempre sul loro maestro per un consiglio, un approfondimento tecnico, un confronto.

Perchè il “mestiere” di un trainer non si limita alle ore dei corsi, ma prosegue negli intervalli e nei momenti liberi, nel fine settimana, quando Domenico si circonda di manuali e libri studia. Parlare con lui significa entrare in un mondo fatto anche di scienza, anatomia, fisiologia, biomeccanica. Gli chiediamo prima di tutto com’è nato questo amore per l’attività fisica e ci ha risposto:

Il mio incontro con lo sport è avvenuto da ragazzo – racconta – quasi per caso. Quando si è molto giovani l’andare in palestra nasce dall’esigenza di migliorare il proprio aspetto fisico e certo non si pensa ad altro. Non si dà attenzione, ad esempio, al fatto che questa macchina complessa e delicata come il nostro corpo svolge ogni giorno tanti movimenti e, deve essere sempre in “moto” per prevenire patologie, migliorare l’elasticità e la mobilità delle articolazioni”.

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Domenico ci sottolinea che l’allenamento funzionale è un allenamento completo e dinamico relativo alla funzione per cui una catena cinematica esiste e si è e voluta in un certo modo; si lavora non solo sul piano anatomico frontale e sagittale, ma anche quello trasversale dell’essere umano, molto spesso sottovalutato da tanti trainer : “Con il functional si interviene su grandi catene cinetiche, con gruppi muscolari che lavorano in maniera sinergica tra loro, stimolando il SNC (sistema nervoso centrale) attivando capacità cooridinative motorie, equilibrio e reazione . Ad essere interessati sono quegli schemi motori che tutti noi abbiamo per natura e che, col passare del tempo e per colpa di stili di vita errati, andiamo a perdere. Ecco, l’allenamento funzionale aiuta a recuperare quella memoria posturale, muscolare corretta che ci serve per essere davvero in forma, per il recupero dagli infortuni e per l’ottimizzazione della performance”.

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E prosegue: “Le parole chiave sono Azione e Funzione. Nel senso che tutti gli esercizi che si fanno in un allenamento devono rispettare questo principio, altrimenti sarà un allenamento parziale, basato sulla sola azione. Per farti un esempio, basti pensare a un affondo in camminata: grazie a questo movimento, avremo sia l’azione del muscolo che la propulsione (funzione) catena estensoria dell’anca, che invece non si avrebbe in un affondo statico…ma potrei fare tantissimi altri riferimenti”.

Parlare con Domenico Pinto significa davvero approdare in un mondo complesso che in realtà ci tocca da vicino, soprattutto quando comprendi che ogni esercizio riproposto in una sua lezione prepara e attiva una serie di muscoli continuamente sollecitati nella vita quotidiana. Quando il trainer parla dello stile di vita di questi tempi, in cui la tecnologia ci impone continue posture innaturali e una sedentarietà che non fa parte del nostro codice genetico, la riflessione parte in automatico. “Siamo nati bipedi – racconta – abbiamo impiegato ere evolutive per passare da un bestiale stato quadrupede ad uno stato eretto, ed è impensabile adesso dover tornare indietro. Purtroppo, però, quello che accade oggi, è che la sedentarietà, i dispositivi elettronici e cattive abitudini ci costringono a stare spesso con il capo inclinato , tante ore seduti causando algie del tratto lombare e cervicale, ma non solo…”.

E prosegue: “Ecco, quindi, che l’allenamento funzionale assolve ad un grande compito, aiutando a riacquistare prima di tutto una consapevolezza del proprio corpo, oltre ad agire su tutte quelle catene muscolari che ‘normalmente’ sono interessate nel movimento”.

E ci mostra e dimostra come il functional training, lungi dall’essere un’attività per supereroi, può essere praticato da chiunque:
“Ogni persona può e dovrebbe muoversi in modo funzionale, proprio per quello che ci siamo detti e per cui siamo stati “progettati” ; in particolar modo i ragazzi in età evolutiva, gli anziani e perchè no, anche le donne in gravidanza. È ovvio che per ognuna di queste categorie di soggetti dovrà essere preparato e fornito un allenamento su misura con progressioni e regressioni degli esercizi, calibrato sulle proprie esigenze e condizioni. L’importante è fare prima un’anamnesi, test e valutazioni, e poi studiare, programmando un percorso di riattivazione della propria funzionalità… Somministrare quindi, il ‘farmaco’ nelle giuste quantità e dosi”.

“Il paragone che mi piace fare è quello del nostro corpo con una moto o un auto, è una macchina straordinaria e perfetta dotata di un telaio in asse, giunti meccanici fissi e mobili, guaine, guarnizioni, il tutto controllato da una centralina pazzesca e milioni di sensori che comunicano fra loro continuamente; bisogna solo saperla utilizzare, manutenzionarla, testarla su strada e guidarla correttamente e si può star certi che se un giunto lavora male, la convergenza non viene effettuata e si cerca di andar diritto o si preme troppo l’acceleratore, il corpo avviserà in qualche modo”.

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Nella nostra chiacchierata con Domenico, abbiamo avuto l’onore di “incontrare” anche il suo maestro Guido Bruscia, che ci ha parlato prima delle caratteristiche che un functional trainer deve avere: “Il segreto è aggiornarsi sempre, saper ascoltare, saper osservare e riuscire a trasmettere movimento e passione per lo stesso. La nostra mission è portare il movimento in tutte le sue espressioni nella vita delle persone. Riuscire a far comprendere ad ognuno che che il nostro corpo e la nostra mente fanno parte di un insieme che si mantiene vivo, attivo e in forma proprio grazie al movimento”.

Poi, un intervento su quello che è stato il suo allievo: “Domenico ha sempre avuto un atteggiamento che lo distingueva dagli altri, una predisposizione a mettersi in gioco e a farlo sempre con grande attenzione a tutto. Il suo percorso da trainer è in crescita continua e la sua preparazione, unita al suo carattere straordinario, lo porteranno verso importanti traguardi e soddisfazioni”.

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Conoscere a fondo coach Domenico è forse più difficile che apprendere tutta la tecnica dell’allenamento funzionale. Perchè quando un professionista è così concentrato sul suo lavoro e sugli obiettivi dei suoi allievi, dando loro davvero tutta l’attenzione e la cura possibili, capisci che dietro quell’apparente essere schivi ai riflettori, si nasconde una persona sensibile e altruista.
Una grandezza interiore che traspare quando con commozione e orgoglio Domenico ci racconta, ad esempio, di un ragazzo che segue come personal trainer il quale, pur avendo subito un importante intervento chirurgico, grazie a un percorso mirato, non solo conduce una vita normale ma ha ripreso le sue funzionalità, appassionandosi a questa attività.

Sono questi i piccoli grandi traguardi di ogni giorno che rappresentano passi importanti per arrivare lontano…e, come direbbe lui stesso, l’importante è alzarsi è camminare!