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Jan Koczar, l’uomo invincibile

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jan koczar Sportstar Magazine

Jan Koczar fa rima con Invictus. A 42 anni, con una missione IFOR in Bosnia ed Erzegovina costatagli una gamba, questo ex militare polacco è uno degli sportivi con più carattere al mondo. Una forza di volontà e un ripudio della sconfitta, che Koczar ha dovuto apprendere sulla sua pelle, prima di arrivare a certi livelli.

Era il 1996, quando era cecchino durante la prima rotazione dell’IFOR in Bosnia, dove ha prestato servizio nel 16° Battaglione d’assalto della sesta brigata.
L’esplosione di una mina antiuomo lo ha costretto ad un lungo periodo in ospedale e alla perdita di un arto inferiore, sostituito da una gamba artificiale.
Un cambio di rotta drammatico e irreversibile e davanti una strada tutta in salita. All’inizio, la condizione di disabile del militare è stato uno shock e una vergogna. Una realtà difficile da metabolizzare e da accettare per uno come lui, abituato a non aver bisogno di nessuno e di niente.

La svolta arriva nel 2014, quando Jan Koczar entra a far parte dell’Associazione dei soldati feriti nelle missioni all’estero. A quel punto si apre un mondo, quello della diversabilità e della lotta, giorno dopo giorno, per la propria indipendenza, per la propria affermazione. Una battaglia soprattutto con sé stessi e con i propri limiti, psicologici in primis; barriere che possono arrestare chiunque, ma che se superati, possono far volare verso traguardi insperati.
Oggi Jan Koczar è uno sportivo che sa farsi valere in diverse discipline, dalla pallavolo al tiro con l’arco, dall’atletica leggera con il getto del peso e il lancio del disco, fino ad arrivare all’Amp football, un tipo di gioco del calcio, divenuto di nicchia, dove per muoversi liberamente e dinamicamente, i giocatori devono usare le stampelle a gomito.

Proprio in questo sport, con la squadra Kuloodporni Bielsko-Biała, nel 2017 ha vinto una medaglia di bronzo nel campionato polacco. Ogni giorno Jan Koczar si allena duramente e con lo stesso entusiasmo di sempre.
“Se non diventassi un soldato, sarei stato uno sportivo”, dice con fermezza, mentre fanno il giro del mondo le foto che lo ritraggono agli Invictus Games in Australia. Perchè essere invincibili è la vera vittoria.

Ph. Credits: Getty Images