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Il personaggio
 Francesco Molinari, mai nessuno come lui

Francesco Molinari, mai nessuno come lui

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2018 Ryder Cup - Singles Matches
PARIS, FRANCE - SEPTEMBER 30: Francesco Molinari of Itlay and the European Team raises the Ryder Cup watched by Tommy Fleetwood after their 17.5-10.5 win over the United States during the singles matches of the 2018 Ryder Cup at Le Golf National on September 30, 2018 in Paris, France. (Photo by David Cannon/Getty Images)

È il miglior giocatore di golf europeo, è il maggior rappresentante del golf italiano nel mondo. Ed è giusto incoronarlo “sportivo dell’anno”. Perché per Francesco Molinari, il 2018 appena trascorso è stato a dir poco leggendario. Mai nessun italiano come lui. Mai nessun professionista europeo, dal 1979, era riuscito nell’impresa di vincere tutti e cinque i match giocati nella Ryder Cup. E se si pensa che 39 anni fa lo score perfetto lo ottenne uno statunitense, Larry Nelson, quella di Molinari può essere considerata una doppia performance che entra di diritto nella storia del golf. Oltre al titolo, infatti, conquistato nel doppio insieme al compagno inglese Tommy Fleetwood (al suo debutto in una Ryder Cup), in uno dei cinque match la coppia ha battuto il campione americano Tiger Woods, sconfitto assieme al socio Patrick Reed.

L’ultima pallina in buca, che ha messo la parola fine – nel senso più positivo del termine – alla competizione internazionale, è stata proprio di “Chicco” Molinari. Un trionfo quasi annunciato, se si pensa che quella del golfista torinese è stata una escalation, durata meno di dieci anni, che lo ha portato ai vertici del professionismo. Avrebbe potuto fermarsi qui, Molinari, e invece ha voluto rendere ancora più speciale il suo 2018. A novembre, infatti, il professionista torinese ha vinto anche la Race for Dubai 2018. Una nuova spunta alle sue ormai innumerevoli vittorie che gli hanno permesso di scalare la classifica europea dei migliori golfisti, e a piazzarsi al primo posto.

Un crescendo continuo, dettato dalla capacità e dalla voglia di emergere, di scrivere il proprio nome nella “hall of fame”. Così come ha fatto il 22 luglio del 2018, quando ha conquistato il 147° Open Championship, il torneo di golf più prestigioso al mondo. Oltre ad essere uno dei quattro tornei mondiali più seguiti e importanti della stagione sportiva annuale, è stato anche il primo major, nella storia, a portare il nome di un italiano. Quasi come lui, solo Costantino Rocca, che si piazzò al secondo posto della stessa competizione nel 1995.

Vittorie straordinarie, meritate, frutto di impegno, sacrificio e tanta umiltà. Così la sua tecnica, con il passare del tempo, è migliorata tanto da essere stato soprannominato “Laser Frankie”, proprio per la sua precisione sui diversi fairway. Ha lasciato la sua impronta sulle riviste di settore più conosciute, lì dove i giornalisti si sono sbizzarriti nel regalargli appellativi come “Frantastic” o “Mamma mia”, dettati dalle sue prestazioni superlative sui prati di tutto il mondo.

Con l’appoggio della famiglia, della moglie Valentina e dei suoi due figli, “Chicco” ha dato il suo cuore al golf scommettendo su sé stesso. Nel 2012, infatti, in seguito a un calo fisico che lui stesso ha definito “fisiologico”, si è trasferito negli Stati Uniti. Per imparare un altro tipo di golf. Un golf per vincenti. Una nuova formazione, grazie alla quale ha fatto quell’ulteriore salto di qualità che, ad oggi, lo ha portato a poter sfruttare al massimo il suo potenziale. Affinando il gioco corto, sempre all’attacco, ha smesso di essere “conservativo” ed è diventato un vero e proprio campione.

I titoli conquistati sono però un punto di partenza, perché Francesco Molinari non ha intenzione di mollare la presa. Il golf è la sua vita, il prato il suo ambiente, e per questo l’Italia sportiva non può che essergli riconoscente. Grazie “Chicco”.