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Il personaggio
 Campione nel cuore

Campione nel cuore

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Sportstar Magazine rafa nadal

Nadal e l’alluvione a Maiorca.

A vederlo così, sporco di fango, a imbracciare una vanga per aiutare la propria gente dopo un’alluvione, non penseresti che si tratta di uno degli atleti più pagati al mondo.
Eppure è proprio in occasioni drammatiche come quella avvenuta a Maiorca qualche mese fa, che ci si rende conto di come l’umanità e la sensibilità di una persona, e di un atleta in questo caso, facciano davvero il vero campione.

No, non è una trovata per farsi pubblicità, perchè Rafa Nadal non ne avrebbe proprio bisogno. Il numero uno del mondo del tennis, non se l’è fatto dire due volte e, quando a una terribile alluvione ha colpito il posto dov’è nato, provocando 10 morti, non solo ha aperto la sua Academy agli sfollati accogliendone 50, ma è sceso in prima linea per dare una mano. Indossati gli stivali e presa una “racchetta speciale”, si è messo a spalare il fango tra le strade con la sua gente.

Un amore per la sua terra che Rafa Nadal ha dimostrato anche in altre occasioni. Solo qualche tempo prima dell’alluvione, il tennista era stato immortalato mentre dava aiuto ad un meccanico di San Llorenc. Alcuni hanno persino pensato che l’infortunio al ginocchio, che gli ha impedito di partecipare al torneo di Shanghai in Cina, sia stato quasi un disegno del destino, per permettere al campione di umiltà, di poter scendere in campo per una partita più importante, quella con la solidarietà.

Al di là delle opinioni fataliste e di una forte simpatia acquisita dall’atleta con il suo nobile gesto, è innegabile che questa vicinanza alla popolazione e questa sensibilità per gli altri rappresentino non solo una bella scoperta, ma un insegnamento per il mondo tutto, a cominciare da quello dello sport, dove certi valori dovrebbero essere il motore propulsore.

E i campioni di cuore, negli ultimi tempi, ce ne sono stati: basti pensare a Novak Đoković, che ha devoluto l’intero montepremi vinto nel torneo di Roma alle vittime di un’alluvione in Serbia, la sua patria, o al cestista Pau Gasol, che ha fatto da volontario sulle navi che hanno soccorso i migranti nel Mediterraneo.

Perchè a volte ci sono competizioni più importanti che chiamano all’azione e in quel caso la vittoria è di tutti e ha un profumo più piacevole, di umanità.